Germano Giovanardi
dic 81 min
Con il documento n. 484 del 19/10/2020, ad un interpello di un contribuente che riferiva <<di aver effettuato nell'anno 2020, presso una struttura sanitaria privata non in convenzione con il SSN, una prestazione medica a lei erogata (con intestazione della relativa fattura), il cui pagamento è stato effettuato tramite una carta bancomat intestata al figlio>>, specificando <<di aver rimborsato in contanti il figlio della spesa sostenuta>>, e chiedeva <<se il pagamento fatto presso una struttura sanitaria privata non convenzionata con il SSN, ma con strumento tracciabile (POS), seppur intestato ad altra persona, permetta allo stesso di beneficiare della detrazione fiscale del 19 per cento della spesa sanitaria dato che nella fattura, che risulta a lei intestata, è esplicitata la modalità di pagamento utilizzata, dimostrabile anche mediante produzione dell'estratto conto corrente bancario del figlio>>, l’Agenzia delle Entrate ha risposto che, per i casi in cui non è ammesso il pagamento in contanti (possibile, come ricorda la stessa Agenzia, solo in relazione alle spese sostenute per l'acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché per la fruizione di prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale), è comunque possibile <<utilizzare la carta bancomat intestata al figlio per pagare le spese detraibili a lei riferite, per le quali sussiste l'obbligo di tracciabilità, senza perdere il diritto alla detrazione, purché tale onere sia effettivamente sostenuto dal soggetto intestatario il documento di spesa, circostanza nel caso di specie, supportata dalla dichiarazione dell'Istante che riferisce di aver "rimborsato in contanti la spesa sostenuta" al figlio>>.